• Emilio

IL BOCA JUNIORS DI MIGUEL ÁNGEL RUSSO

Quando parliamo di calcio argentino, di Boca Juniors e River Plate in particolare, l’immaginario collettivo si concentra esclusivamente sullo spettacolo offerto dagli spettatori presenti allo stadio, trascurando in parte i veri protagonisti del gioco.

Ovviamente, la componente “pubblico” è motivo di interesse – specialmente alla Bombonera – ma questo porta spesso a sottovalutare le innovazioni e le componenti tattiche che i maestri argentini hanno lasciato alla storia di questo sport.

Una squadra che sta affrontando un processo di modernizzazione che va in direzione delle migliori squadre europee, è senza dubbio il Boca Juniors di Miguel Ángel Russo: il tecnico argentino, ha guidato gli xeneizes alla vittoria della Superliga, attraverso un gioco propositivo che esalta le qualità dei suoi migliori giocatori.



Il sistema di gioco di base è il P – 4 – 1 – 3 – 2, con l’utilizzo di giocatori bravi a leggere le varie situazioni ed in grado di dare un’interpretazione condivisa. La forza di questa squadra risiede nella capacità dei propri giocatori offensivi – su tutti Carlitos Tévez – di creare la superiorità numerica in zona palla, la quale consente sempre di trovare l’uomo libero ed uscire dalla pressione.

In Fase di non possesso la prima pressione portata dal Boca ha lo scopo di indirizzare le giocate avversarie esternamente, in quanto i due esterni offensivi stringono dentro al campo per fare densità, per poi attaccare i propri riferimenti in caso di ricezione di quest’ultimi.


FASE DI POSSESSO

La squadra di Buenos Aires ama imporre il proprio gioco e lo fa attraverso la ricerca di un possesso palla prolungato mirato alla creazione di spazi da attaccare. Già in fase di costruzione da fermo, gli uomini di Russo prediligono il gioco corto e ciò prevede una disposizione a rombo, con il portiere ed il mediano come vertici ed i due difensori centrali come appoggi.

In questa situazione è particolare la posizione che assumono i due terzini, i quali si alzano in semi–ampiezza per permettere agli esterni offensivi di occupare il corridoio laterale in ampiezza massima.


Costruzione da fermo nella sfida contro il Gimnasia: rombo creato nei pressi dell’area di rigore con il MED che agisce alle spalle della prima linea di pressione; TRQ – TD – TS creano una seconda linea con i due terzini posizionati in semi–ampiezza.


Per quanto riguarda la costruzione a palla libera in zona 2, il Boca costruisce con un 4 + 1 simmetrico ed anche in questo caso i terzini rimangono in semi–ampiezza con gli esterni offensivi in ampiezza massima.

Il mediano gioca sempre alle spalle della prima linea di pressione e l’obiettivo del possesso palla è quello di creare spazi tra le maglie avversarie: questo porta spesso ad un gioco prevalentemente orizzontale.


Costruzione a palla libera in zona 2: MED alle spalle della prima linea di pressione e terzini in semi–ampiezza con gli esterni che pestano la linea sul corridoio laterale.



Come menzionato, lo sviluppo quindi è molto orizzontale ed è caratterizzato dalla posizione che assumono i giocatori offensivi, i quali cercano di allungare la squadra avversaria per creare linee di passaggio interne.

Fondamentale in questa fase è il capitano degli xeneizes, Carlitos Tévez, il quale gode di libertà assoluta per la creazione di superiorità numerica in zona laterale, creando catene con i giocatori di fascia, o facendosi trovare smarcato in rifinitura. Questa sua libertà genera continui interscambi di posizione, ma non viene mai meno l’ottima occupazione degli spazi seguendo i criteri di ampiezza – rifinitura – profondità.


Suddivisione dello spazio seguendo i criteri di ARP: squadra molto lunga che ha l’obiettivo di allungare la squadra avversaria; Tévez largo in ampiezza massima.


Anche i due terzini sono indispensabili per le sortite offensive: accompagnano costantemente l’azione attraverso sovrapposizioni interne ed esterne, creando così catene laterali favorite anche dai movimenti dell’Apach, fondamentali per la superiorità numerica nelle zone laterali.

In generale, il principio guida in FDP è quello di generare più dubbi possibili agli avversari attraverso l’ottima dislocazione in tutto il campo: le posizioni non sono mai fisse e le continue rotazioni portano i calciatori a suddividersi lo spazio senza dare punti di riferimento, il tutto a seconda delle letture che i vari giocatori danno alle situazioni.


In questa situazione è Fernandez (TRQ) che si abbassa per ricevere direttamente dai difensori: Salvio (ED) si muove internamente nell’ Half-space per trarre in inganno il terzino e creare, dunque, spazio da attaccare a Buffarini (TD).


Russo cerca, quindi, di mettere i propri giocatori nelle condizioni per esprimersi al meglio: non è sbagliato dire che il Boca gioca seguendo principi ben definiti ma allo stesso modo, all’interno di questo gioco tattico organizzato, i calciatori godono di una certa dose di libera espressione.

Gli esterni offensivi in questo contesto sono fondamentali: prediligono la corsia esterna per isolarsi negli 1 vs 1 e sfruttare le loro doti di tecnica in velocità, ma comunque sanno giocare anche dentro al campo nello spazio stretto.

La finalizzazione è caratterizzata dalla massiccia presenza di uomini nella metà campo avversaria, i quali, attraverso combinazioni, cercano di liberare un compagno – prevalentemente i terzini che accompagnano l’azione – in zona laterale per poi attaccare l’area e ricevere i traversoni bassi.


Salvio (ED) liberato nell’interspazio libera il corridoio laterale attaccato in corsa da Buffarini (TD) il quale effettuerà un traversone tra linea difensiva e portiere.


Le transizioni negative sono sempre seguite da un contro-pressing collettivo che mira alla riconquista immediata della sfera.


FASE NON POSSESSO E TRANSIZIONI

In FNP gli xeneizes non si snaturano: il sistema di gioco rimane il P – 4 – 1 – 3 – 2 in fase di costruzione bassa in zona 1 avversaria. La prima pressione è portata dai due attaccanti che hanno il compito di indirizzare la manovra rivale esternamente, azione coadiuvata dal movimento degli esterni offensivi, i quali stringono centralmente per poi uscire sui propri riferimenti una volta che quest’ultimi ricevono la sfera.


Costruzione a palla libera in zona 1 del Gimnasia nella sfida alla Bombonera: prima linea di pressione a 2 – PC e SP – che porta una pressione con l’obiettivo di non far avanzare la squadra avversaria, se PC esce su un DC, SP copre lo spazio centrale per poi uscire sull’altro DC appena quest’ultimo riceve la sfera; seconda linea di pressione a 3 uomini con i due esterni che stringono verso il trequartista per poi uscire forte sui propri riferimenti solo dopo che la manovra avversaria è stata indirizzata in quella zona.


La linea difensiva è una linea alta che accorcia in avanti in modo mediamente veloce e che ha come riferimento la palla: i concetti gerarchici di riferimento sono palla – porta – compagno – avversario ed ognuno quindi copre la sua zona.

Nella propria metà campo, il Boca si schiera con un P – 4 – 4 / 1 – 1: linea di difesa e linea di centrocampo strette per la densità centrale, anche se molto spesso la squadra non riesce a rimanere corta e questo porta a concedere la rifinitura. In questo senso, i due centrocampisti si marcano e si coprono a vicenda, ma spesso si fanno attrarre entrambi dal pallone lasciando così lo spazio tra le linee sguarnito. I due attaccanti non partecipano attivamente all’azione difensiva e rimangono sopra la linea della palla smarcandosi preventivamente in caso di transizione positiva.


FNP nella propria metà campo nella sfida contro il Colon: 4 difensori non molto stretti, 4 centrocampisti stretti in zona palla; spazio tra le linee ampio con la linea difensiva lontana da quella dei centrocampisti e ciò porta a lasciare sguarnita la zona 14; I due attaccanti in verticale ma sopra la linea della palla.


Le transizioni positive sono spesso seguite da un consolidamento del possesso anche se, in caso di spazio, si ricercano dei due attaccanti smarcati preventivamente con una giocata verticale.

CALCI PIAZZATI

Per quanto riguarda i corner e le punizioni laterali a favore, la squadra del tecnico ex Cerro Porteño – squadra che milita nella Primera Division del Paraguay – porta molti saltatori in area ed utilizza blocchi per liberare i migliori calciatori nel gioco aereo.

Per i calci piazzati a sfavore, invece, viene prediletta la marcatura ad uomo sia per i corner che per le punizioni laterali.


VALUTAZIONE FINALE

La spettacolarità del calcio argentino risiede senza dubbio nei suoi spettatori e nelle storie che legano le società ai loro tifosi: stadi sempre pieni, coreografie straordinarie e cori che ti portano in una dimensione del calcio che ha un legame carnale e passionale con il popolo. In Argentina il calcio è passione e vita, ma non solo! La Superliga è un campionato capace di sfornare crack che poi si affermano anche in Europa e nel resto del mondo. Oltre a giocatori fenomenali, ci sono anche tecnici in grado di portare delle modifiche e delle innovazioni tattiche che permettano l’evoluzione di questo sport.

Il Boca Juniors, quindi non è solo Bombonera, Doce e Riquelme. Gli xeneizes sono una squadra che si impone per la qualità del gioco dovuta anche ad un’ottima occupazione dello spazio da parte dei sui uomini. In fase di possesso c’è una continua ricerca della superiorità numerica nelle zone laterali del campo attraverso i movimenti di Carlitos Tévez: l’Apache è indispensabile per la manovra giallo-blu in quanto è capace di farsi trovare smarcato sia alle spalle delle linee di pressione avversarie sia esternamente.

La costruzione, sia da fermo che a palla libera in zona 2, ha l’obiettivo di creare spazi da attaccare e per questo è una costruzione molto paziente e molto orizzontale: in questa fase i terzini si posizionano in semi-ampiezza per scaglionarsi con gli esterni offensivi, i quali coprono l’ampiezza massima in modo tale da sfruttare le proprie caratteristiche.

In FNP il sistema di gioco non si stravolge: infatti, la prima pressione prevede che siano i due attaccanti i primi ad attaccare i propri riferimenti, ma sempre concedendo esclusivamente le giocate esterne coprendo la zona centrale. I due esterni stringono vicino al trequartista, formando una seconda linea di pressione a tre uomini, per poi uscire sui propri riferimenti in caso di ricezione della sfera da parte di quest’ultimi.

Nella propria metà campo, invece, la squadra di Russo si schiera con P – 4 – 4 / 1 – 1 con i due attaccanti che non partecipano attivamente alla fase difensiva smarcandosi preventivamente in caso di transizione positiva. Le due linee da quattro composte dai difensori e dai centrocampisti, lavorano per non concedere la zona centrale del campo, anche se a volte la linea non si alza con i tempi giusti e questo costringe il Boca a concedere la rifinitura.

Gli xeneizes sono la squadra più tifata di Argentina – al pari degli acerrimi rivali del River Plate – ed i loro tifosi sono considerati i più caldi e passionali del mondo. La vittoria dell’ultima Superliga è il giusto premio per il gioco mostrato quest’anno e la celebrazione alla Bombonera, sotto la Doce, è la giusta ricompensa per gli uomini di Miguel Ángel Russo.


DOCE in delirio a pochi minuti dalla vittoria della Superliga.



PUNTI DI FORZA E PUNTI DI DEBOLEZZA

PUNTI DI FORZA

  • Possesso palla e dominio del gioco

  • Esterni forti nell’ 1 vs 1 offensivo

  • Terzini in costante proiezione offensiva con continue sovrapposizioni

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Spazio libero alle spalle dei terzini ai fianchi dei centrali

  • Squadra prevalentemente lunga che concede troppo spazio in rifinitura

VOTO: 7,5


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