• Emilio

Il Sorprendente Parma di d'Aversa

INTRO

Il Parma Calcio 1913, allenato da Roberto d’Aversa da dicembre 2016 (è stato proprio l’allenatore abruzzese a riportare i ducali in Serie A grazie alla doppia promozione consecutiva), utilizza come sistema di gioco base il 4-3-3. Di recente però, a causa dei tanti infortuni che hanno falcidiato la rosa a disposizione, il tecnico gialloblù ha usato come schieramento di partenza anche il 4-4-2 o il 3-5-2. Anche se ai nastri di partenza di questa stagione, a detta di diversi addetti ai lavori, il Parma era considerata come una squadra condannata alla lotta per non retrocedere, i risultati ottenuti sul campo da Gervinho e compagni stanno dicendo ben altro: i crociati infatti, attualmente occupano il nono posto in classifica, grazie ai 35 punti ottenuti (10V, 5P, 10S lo score complessivo delle quindici gare disputate). La rosa degli emiliani è una delle più giovani di tutta la Serie A (25 anni l’età media) e presenta una forte impronta azzurra: sono ben 12 infatti gli italiani in rosa, tra i quali spiccano il portiere napoletano Sepe, il terzino della nazionale Darmian e l’attaccante ex Chievo Verona, Roberto Inglese. I calciatori con più esperienza a disposizione sono il portoghese, nonché capitano dei ducali, Bruno Alves, l’ivoriano Gervinho (sicuramente la stella della squadra o comunque una delle principali punte di diamante a disposizione di d’Aversa) e l’esperto slovacco Kucka. A completare la rosa, c’è quella che forse è la rivelazione più importante di questa di stagione: la stellina svedese classe 2000, già promessa alla Juventus, Dejan Kulusevski. Il gioco dei crociati è molto fisico, talvolta anche troppo, e questo porta la squadra a commettere molti falli (che quindi spezzettano molto la gara) e ad altrettanti cartellini. Il Parma, in queste venticinque uscite stagionali, ha messo a segno 32 gol, mentre 31 sono le segnature incassate. Numeri tutto sommato buoni per una squadra che ha come obiettivo principale quello di conquistare una tranquilla salvezza.

SISTEMA DI GIOCO

1. Base: La squadra gialloblù utilizza come sistema di gioco base prevalentemente il 4-3-3.

Da precisare infatti che la squadra emiliana nel corso della stagione, a causa dei tanti infortuni, si è anche schierata con il 4-4-2 o con il 3-5-2. Pertanto, non è da sottovalutare un cambio di modulo durante lo svolgimento della gara, magari per adattarsi alla situazione di punteggio o al gioco avversario. 2. In fase di possesso: Nelle partite analizzate, si è osservato che quando i ducali sono in possesso della sfera, il sistema di gioco può assumere diverse forme: in alcune occasioni infatti, si è visto un 3/3-4 o un 3/4-3, sistemi che differiscono sostanzialmente per la sola posizione occupata da Kucka e che vedono la costante presenza di tre uomini arretrati in marcatura preventiva. L’altra disposizione adottata è il 2/3-5 che vede i due difensori centrali bassi e fuori dalla manovra offensiva, Gagliolo e due centrocampisti in linea (solitamente MED e CC del lato opposto a quello della palla), Barillà largo a sinistra, Darmian largo a destra e al centro le due ali più Kucka in mezzo a queste ultime. 3. In fase di non possesso: In questa fase, il sistema di gioco adottato varia, a seconda della posizione del pallone: quando la sfera è nella metà campo offensiva e/o nei pressi del centrocampo, la squadra si dispone con il 4-3-3 di partenza (4-4-2 se la squadra parte con questo sistema di gioco). Quando invece il pallone arriva nella zona difensiva, gli uomini di d’Aversa, a prescindere dallo schieramento di base utilizzato, si dispongono sempre con il 5-3-2, con tutti gli uomini che partecipano alla manovra difensiva (la linea arretrata a cinque è formata dal MED che si abbassa tra i DC). Una leggera variazione di questa disposizione è il 5-3-1/1 che prevede una sola punta più avanzata ed esentata dai compiti difensivi.

FASE DI POSSESSO

Quando la squadra gialloblù inizia la propria sortita offensiva dalla propria area di rigore, è da sottolineare, così come si vede nella lavagna tattica che segue, la posizione dei due difensori centrali: Bruno Alves si allarga e si porta al limite dell’area piccola mentre l’altro DC (solitamente Iacoponi), affianca Sepe. Il portiere napoletano, invece di andare in prima persona al rinvio, passa la sfera proprio al DC che poi, quasi sempre, va direttamente al lancio lungo verso gli esterni o verso Kucka (lo slovacco è bravissimo nel fare da sponda e/o lottare per conquistare la seconda palla). Pertanto, possiamo affermare che il Parma opta principalmente per una costruzione diretta (non a caso, il Parma è la seconda squadra per lanci lunghi tentati in campionato, di più ne ha effettuati solo il Cagliari che ha un gioco per certi versi simile a quello dei ducali).

Lo scopo di questa costruzione è quello di conquistare la seconda palla per poi sviluppare, in maniera sempre molto rapida, la manovra offensiva già nella trequarti avversaria o comunque in posizione avanzata (questo avviene probabilmente anche perché in rosa non c’è un regista che può smistare il pallone, i giocatori del pacchetto arretrato non hanno grandissime abilità in fase di palleggio e poi, così facendo, i ducali riescono anche sfruttare al meglio la velocità dei giocatori offensivi a disposizione). Se la seconda palla viene controllata, le possibilità di sviluppo dell’azione sono due: · Spostamento della palla sul lato (principalmente quello destro) per poi andare al cross/traversone in mezzo, nonostante i numeri dicano che il Parma sia una delle squadre che crossa meno in tutta la Serie A, nelle gare analizzate questa giocata è stata tentata più e più volte, soprattutto da Darmian, anche se con scarsi risultati; · Sponda diretta di testa o giocata per via centrale allo scopo di servire le ali che stanno scattando in profondità, in questo caso bisogna fare molta attenzione a Gervinho che è bravissimo a muoversi nello spazio e attaccare la profondità. Da sottolineare in questo caso il movimento senza palla di Kucka che, complice anche l’infortunio di Inglese, si è trovato più volte a giocare come falso nueve al centro dell’attacco: lo slovacco è bravissimo a portarsi più basso per ricevere il lancio lungo, liberando così contemporaneamente lo spazio alle sue spalle che può essere quindi attaccato dai due esterni che nel frattempo si sono portati più verso l’interno del campo. Il lancio lungo in avanti, risulta essere anche la principale scelta in caso di palla rubata: gli uomini di d’Aversa infatti, fanno del contropiede una delle loro armi più pericolose, anche a causa della grande rapidità e velocità di cui dispongono gli uomini più offensivi (Gervinho e Kulusevski su tutti). Volendo riassumere il tutto, possiamo tranquillamente dire che il gioco dei ducali è un gioco di rimessa, basato sulla rapidità di esecuzione, sull’attacco della profondità (non a caso quando non c’è possibilità di attaccare subito, i ducali cercano di far girare il pallone per costringere gli avversari a venire fuori per poi attaccarli alle spalle) e sullo sfruttamento del contropiede. In questa fase, complice anche il gran periodo di forma, l’uomo da tenere sott’occhio è sicuramente l’esterno d’attacco Dejan Kulusevski: la stellina svedese, svaria su tutto il fronte d’attacco (ad esempio si accentra quando l’attaccante centrale si defila) e, quando entra in possesso della sfera, è bravissimo a rientrare verso il centro del campo per poi calciare con il suo preciso sinistro, magari dopo aver superato in 1vs1 il diretto avversario (ottime capacità di dribbling). Un altro movimento senza palla da sottolineare nella fase di possesso emiliana è quello di Barillà: il centrocampista tutto-fare classe ’88, quando è schierato come mezz’ala e i suoi compagni sono in possesso della sfera, tende a defilarsi tantissimo sulla sinistra, risultando quindi un vero e proprio esterno d’attacco (questo è anche dovuto al fatto che Gagliolo spinge molto raramente). Ovviamente, quando invece il terzino ex Carpi decide di andare in avanti, è proprio lo stesso Barillà a restare basso e dare manforte ai compagni in zona arretrata. Il ritmo di gioco tenuto in fase di possesso dagli uomini di d’Aversa, come già anticipato è medio-alto. Alla fase offensiva partecipano quasi sempre sette uomini, gli unici esclusi da questa e che quindi restano bassi in marcatura preventiva, sono i due difensori centrali e solitamente Gagliolo che spinge molto raramente.

TRANSIZIONE POSITIVA E SMARCAMENTO PREVENTIVO

Quando i gialloblù recuperano palla, la scelta, come detto, è sempre la stessa: contropiede immediato. La transizione positiva quindi consiste principalmente in un lancio lungo in avanti verso le punte che sono scattate in avanti nel tentativo di attaccare la profondità. Non mancano anche le uscite palla al piede del calciatore che ha recuperato la sfera o quelle di chi riceve il primo passaggio. Come detto, il contropiede è una delle armi offensive principali degli emiliani.

FASE DI NON POSSESSO

Come anticipato nella sezione SISTEMI DI GIOCO, il Parma, a seconda della posizione del pallone, adotta due schieramenti differenti tra loro: quando la sfera è in zona offensiva o nei pressi del centrocampo, gli uomini di d’Aversa si sistemano in campo con il loro sistema di gioco base. Da sottolineare come in questa situazione, sia totalmente assente ogni forma di pressione alta (i ducali infatti lasciano tranquillamente giocare il pallone agli avversari in quella zona di campo). Quando poi la palla rotola a ridosso della zona difensiva, la squadra emiliana modifica il proprio assetto, schierandosi con un 5-3-2 e facendo tanta densità nella fascia centrale del campo. Questa concentrazione di uomini nella zona centrale del terreno di gioco lascia libere le corsie laterali che quindi risultano attaccabili con relativa facilità dagli avversari. Non a caso, contro gli emiliani, è molto spesso possibile andare al cross/traversone in mezzo. La difesa del Parma è composta da uomini dotati di discrete abilità nel gioco aereo: su tutte, spiccano quelle del capitano crociato Bruno Alves che non disdegna l’andare in anticipo di testa sui lanci lunghi degli avversari. Per la precisione, è doveroso specificare che l’anticipo è tentato spesso anche da Iacoponi che però, a differenza del compagno di reparto, quando riesce a recuperare la sfera, parte palla al piede verso la porta avversaria (in questo caso a dare copertura alle sue spalle ci penserà Darmian).

Nonostante le suddette abilità nel gioco aereo, la squadra di d’Aversa, anche a causa dell’elevato numero di tentativi concessi agli avversari, risulta andare in difficoltà proprio sulle palle messe verso il centro dell’area, soprattutto quando queste non transitano dalle parti di Bruno Alves che risulta nettamente il miglior difensore in rosa in queste situazioni. Questa difficoltà si manifesta perché i difensori emiliani, nonostante risultino tutto sommato bravi nel leggere la traiettoria del pallone, perdono spesso di vista gli uomini che si muovono senza palla all’interno nell’area di rigore. Di conseguenza, i crociati tendono a concedere qualcosa anche sui calci d’angolo (non a caso, contro il Bologna entrambe le reti subite sono arrivate sugli sviluppi di un corner). Da sottolineare anche il fatto che Gagliolo tenta molto spesso l’uscita forte in marcatura, i risultati di questa però non sono molto positivi in quanto il terzino svedese finisce spesso con il commettere fallo, senza dimenticare che questo suo movimento in avanti libera tanto spazio attaccabile alle sue spalle (a tamponare parzialmente questa conseguenza ci pensa Barillà che si abbassa portandosi dietro al compagno). Inoltre, il Parma tende a concedere il tiro dalla distanza. I contrasti tentati dagli uomini di d’Aversa sono generalmente molto duri e proprio per questo, gli emiliani finiscono spesso e volentieri sul taccuino del direttore di gara. I tanti falli commessi ovviamente, finiscono per spezzettare la partita, cosa che tutto sommato va a vantaggio dei gialloblù che possono quindi ogni volta ri-organizzarsi e posizionarsi al meglio. Gli uomini del pacchetto difensivo difendono a zona. I raddoppi sono molto rari, poco aggressivi e si verificano solamente quando la palla è nei pressi del vertice dell’area di rigore. Alla manovra difensiva partecipano quasi sempre in undici. Può capitare che resti fuori da questa solo uno dei giocatori offensivi che, in questo caso, resta più alto e si prepara ad attaccare la profondità.

TRANSIZIONE NEGATIVA E COPERTURA/MARCATURA PREVENTIVA

A prescindere da dove venga perso il pallone, la scelta in questa fase è sostanzialmente sempre quella di ripiegare e organizzare la difesa per prepararsi a rispondere al meglio alla sortita offensiva avversaria. Si precisa comunque che, quando la palla viene persa al limite dell’area avversaria, i calciatori più avanzati provato a portare una leggera (e neanche tanto convinta) pressione nel tentativo di riconquistare subito il possesso.


SWOT ANALYSIS

Punti di Forza: - Talento, fantasia e abilità di tiro possedute da Dejan Kulusevski; - Grande velocità e abilità nell’attaccare la profondità di Gervinho; - Contropiede potenzialmente letale; - Solidità difensiva data soprattutto da Bruno Alves; - Buon contributo alla manovra offensiva di Darmian. Punti Deboli: - Tanta densità in zona centrale ma corsie lasciate totalmente libere o quasi; - Uscite in anticipo di Bruno Alves, Iacoponi e Gagliolo che possono creare qualche problema nel caso in cui queste non portano al recupero della sfera; - Molti falli commessi, soprattutto a centrocampo; - Difficoltà nel controllare gli uomini che si muovono senza palla al centro dell’area di rigore; - Affidarsi totalmente alla costruzione diretta e al gioco di rimessa limita molto le idee in fase offensiva; - Troppa libertà concessa agli avversari fino a centrocampo; - Tanti infortuni. Opportunità: - Sfruttare le corsie esterne e i tanti cross/traversoni concessi; - Calciare dalla distanza; - Negare loro il controllo della seconda palla e la profondità per annullare quasi totalmente la loro pericolosità offensiva; - Cercare di avere molto il pallone tra i piedi costringendoli a restare chiusi nella loro metà campo; - Attaccare lo spazio alle spalle dei difensori che escono in marcatura. Rischi: - Farsi bucare in contropiede; - Essere bucati dalle giocate individuali di Kulusevski.

VALUTAZIONE FINALE E VOTO

Partita a fari spenti e senza i favori del pronostico, il Parma è riuscito a prendersi le luci dei riflettori proponendo un calcio che esalta alla perfezione le caratteristiche dei singoli a disposizione e che paga anche in termini di risultati.

L'obiettivo primario resta la salvezza (+10 il vantaggio sulla 18esima in graduatoria quindi traguardo praticamente a portata di mano) ma i tifosi ducali possono anche sognare il ritorno in Europa.


VOTO FINALE: 7


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