• Emilio

La altalenante Fiorentina di Iachini

INTRO

L’ ACF Fiorentina, ha iniziato la stagione 2019/20 con alla guida della prima squadra Vincenzo Montella. I risultati ottenuti dall’aeroplanino però, non sono stati quelli sperati dal Presidente Commisso e dalla dirigenza viola che, subito prima della sosta natalizia, ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico nativo di Pomigliano d’Arco, affidando la panchina a Beppe Iachini. Nonostante un avvio incoraggiante, l’arrivo del tecnico di Ascoli Piceno, non ha totalmente risolto i problemi della viola, soprattutto sul piano del gioco dove c’è ancora qualcosa da mettere a posto, in particolare per quanto riguarda la produzione offensiva: i toscani infatti, faticano ancora a costruire azioni pericolose e trovare la rete con continuità. Proprio per questo, anche per far fronte alla prolungata assenza di Ribèry e alla scarsa resa di calciatori arrivati durante la sessione estiva di calciomercato (vedi Pedro e Ghezzal), il Presidente Commisso ha deciso di portare in Toscana l’ex attaccante del Milan Patrick Cutrone: l’attaccante azzurro è andato subito in gol in Coppa Italia con la nuova maglia facendo sognare i tifosi gigliati. Quella però, resta ad oggi l’unica segnatura di Cutrone con la casacca viola: infatti, le successive sette presenze in campionato, sono state tutt’altro che positive per il 22enne nativo di Como che è stato anche più volte sostituito o relegato in panchina. In campionato, la Fiorentina si trova attualmente al 13°posto (30 i punti portati a casa grazie a 7V, 9P e 10S), decisamente troppo poco per una società che si presentava ai nastri di partenza della stagione con grandi aspettative. Se delle difficoltà dell’attacco ne abbiamo parlato qualche riga più su (solo 32 le reti realizzate nelle 36 uscite stagionali [score gonfiato soprattutto dalle cinque marcature realizzate contro la Sampdoria]), non se la passa molto meglio il reparto arretrato: sono state ben 36 le marcature incassate fino ad ora in campionato.

SISTEMI DI GIOCO

1. Base: La squadra viola, utilizza come sistema di gioco base il 3-5-2, sistema di gioco rimasto invariato anche dopo il cambio di allenatore (Iachini ha sostituito l’esonerato Montella) 2. In fase di possesso: Il sistema di gioco più gettonato in questa fase è il 2/4-4 che prevede un difensore centrale (quasi sempre Milenkovic o comunque uno dei due DC laterali) che si porta più avanti affiancando il mediano e ai lati di questi, a ridosso della linea laterale, si posizionano i due esterni/quinti di centrocampo. La linea da quattro uomini più avanzata invece è formata dai due attaccanti che occupano la corsia centrale e dai due interni di centrocampo che avanzano e si portano ai lati delle punte (per capirci, la linea avanzata, da sinistra a destra, è formata solitamente da Castrovilli – Vlahovic – Chiesa – Benassi). L’altro sistema che si è talvolta osservato è una leggera variante del suddetto sistema, cioè il 3/3-4: la differenza in questo caso, sta nella posizione di Milenkovic o del DC laterale che non avanza ma resta in linea con i due compagni di reparto. 3. In fase di non possesso: Quando Chiesa e compagni devono difendersi, il sistema di gioco che scelgono per farlo è praticamente sempre lo stesso: 5-3-2. I due esterni di centrocampo si abbassano sulla linea dei tre DC che a loro volta si avvicinano facendo densità nella zona centrale. Davanti a loro si posizionano, scaglionati su due linee ma molto vicini, il mediano e i due interni di centrocampo. Le due punte, si abbassano e partecipano attivamente alla manovra difensiva. Volendo essere molto precisi, è doveroso segnalare che in rarissime occasioni il sistema adottato è diventato in un 5-3-1/1 con Chiesa che restava leggermente più alto, escluso quindi dai compiti difensivi e addetto allo smarcamento preventivo.

FASE DI POSSESSO

La Fiorentina, probabilmente anche a causa della mancanza di un vero e proprio regista basso, non tende molto a costruire dal basso ma preferisce optare per la costruzione diretta. Quando la palla è tra i piedi del portiere infatti, l’estremo difensore viola lancia quasi sempre lungo in avanti, alla ricerca di una delle due punte che va quindi a contendere la seconda palla. In ogni caso, sia che venga conquistata la seconda palla, sia che optino per una rara prima costruzione dal basso, il primo obiettivo degli uomini di Iachini è quello di far ricevere la palla all’esterno/quinto di centrocampo e quindi di costruire il gioco su una delle corsie laterali del rettangolo di gioco. In caso di conquista della seconda palla infatti, l’attaccante che la controlla o il centrocampista che la riceve, la gira subito sulla corsia, stesso discorso quando la palla è tra i piedi di un difensore centrale quando provano a partire da dietro: quest’ultimo infatti, cercherà di servire subito il quinto di centrocampo, anche con un lancio lungo se necessario. Una volta ricevuta la palla, l’esterno di centrocampo, qualora non fosse marcato stretto e quindi libero di giocare, ha due scelte: 1. Tentare di avanzare sulla corsia con la sfera, cercando di arrivare sul fondo per poi mettere palla in mezzo; 2. Scambiare la palla con l’interno di centrocampo che agisce sullo stesso lato e che nel frattempo di è portato largo e in posizione più avanzata (questo allargamento avviene anche quando il quinto riceve palla nella propria metà campo e viene portato probabilmente anche per allargare il centrocampo avversario, liberando così dello spazio nella fascia centrale). In questo caso, sarà proprio l’interno di centrocampo a continuare l’azione e a cercare di mettere il pallone verso il cuore dell’area, mentre l’esterno effettuerà, come si può vedere dalla lavagna che segue, un taglio verso l’area partendo dal vertice.

Se invece il quinto non può effettuare nessuna delle suddette giocate, subentrano due ulteriori possibilità che quest’ultimo può esplorare: 1. Lanciare lungo verso le punte che attaccano la profondità (cosa che però non porta a risultati particolarmente positivi). Questo viene effettuato soprattutto quando la squadra avversaria è aggressiva o difende alto e viene anche fatto per provare a sfruttare il dinamismo delle due punte avanzate; 2. Passare il pallone al mediano, all’interno di centrocampo del lato opposto o al difensore centrale laterale che è avanzato (di solito Milenkovic) il quale poi la trasmetterà a sua volta all’esterno che agisce sull’altra corsia che poi, una volta ricevuta la sfera, può riprovare la solita sortita offensiva dall’altra parte del campo. Insomma, se trovano chiuso su un lato, ribaltano il fronte d’attacco in questo modo e provano a sfondare dall’altra parte. Come quindi si può intuire, la modalità di finalizzazione preferita dagli uomini di Iachini è quella che prevede un cross/traversone in area alla ricerca di uno dei giocatori offensivi che si sono portati negli ultimi sedici metri di campo: nella fattispecie, così come evidenziato nella lavagna tattica precedente, in area ci sarà la presenza dei due attaccanti che attaccheranno rispettivamente primo e secondo palo, l’interno di centrocampo del lato opposto e l’esterno del lato dal quale parte il pallone. Il quinto di centrocampo che agisce sulla corsia opposta invece, non si porterà in area ma tenderà a stringere verso il centro del campo, presidiando la zona nei pressi del limite dell’area di rigore. L’altra modalità con la quale la Fiorentina prova a rendersi pericolosa è la sortita individuale ad opera di uno dei suoi giocatori di maggior talento (leggasi Castrovilli o Chiesa). Non è raro infatti, vedere uno dei giocatori in maglia viola puntare palla al piede la difesa avversaria, nel tentativo di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e perché no, andare direttamente al tiro da buona posizione. In questo tipo di giocata, va anche sottolineato come Castrovilli, dopo il primo dribbling, tenda a scambiare palla con un compagno al limite, per poi riceverla di nuovo e in modo veloce alle spalle della linea difensiva, chiudendo così il più classico degli uno-due. Soprattutto in situazione di vantaggio (ma anche in caso di gara contro un avversario sulla carta più forte), l’arma principale usata dai viola e alla quale bisogna far attenzione è il contropiede: gli uomini di Iachini infatti, si portano tutti molto bassi e stretti e, una volta recuperata la sfera, cercano immediatamente l’attacco diretto verso la porta avversaria. Va anche precisato che, in caso di punteggio favorevole, la squadra di Iachini, quando ovviamente non può andare in contropiede, tende a difendere il possesso della sfera e a far passare il tempo. Come già anticipato, alla manovra offensiva partecipa diverse volte anche uno dei due difensori centrali laterali, nella fattispecie si evidenziano numerose partecipazioni di Milenkovic che talvolta arriva anche fino all’area di rigore. Il tiro da fuori viene tentato principalmente da Benassi che risulta discretamente pericoloso in questo frangente, pertanto bisogna far attenzione a non lasciargli troppo spazio al limite (anche sugli sviluppi di qualche palla inattiva). Una nota va fatta anche riguardo ai calci piazzati: il 19% (percentuale che sale addirittura al 37.5% se consideriamo anche i sei calci di rigore trasformati) dei gol realizzati dai gigliati in questo campionato infatti è nato sugli sviluppi di una palla inattiva. I calciatori della Fiorentina risultano abbastanza bravi nel gioco aereo e nel farsi trovare pronti in queste particolari situazioni. Va precisato che quasi la totalità dei calci piazzati ottenuti viene giocata con palla alta e indirizzata verso l’area di rigore avversaria (ad esempio, vengono battuti così anche i calci di punizione ottenuti nella zona di centrocampo o nei primi metri della metà campo offensiva). Non si segnalano invece particolari schemi sui calci di punizione dal limite o battuti sulla trequarti: la scelta è praticamente sempre quella di calciare direttamente verso la porta (il primo tiratore designato è Pulgar). Il ritmo di gioco tenuto in fase di possesso dagli uomini di Iachini è medio-basso e questo può essere un punto a sfavore dei toscani, soprattutto quando sono in svantaggio e gli avversari sono molto stretti in copertura. Alla fase offensiva partecipano la maggior parte delle volte otto uomini, ai quali però, come detto, va talvolta aggiungo uno dei due difensori centrali laterali che si spinge in avanti. Restano in ogni caso esclusi dalla manovra offensiva, almeno due uomini.



TRANSIZIONE POSITIVA E SMARCAMENTO PREVENTIVO

Quando i giocatori della viola recuperano palla, la scelta principale è quasi sempre quella di andare direttamente in contropiede. Se a riconquistare il possesso della sfera è uno dei due interni di centrocampo o un attaccante, allora sarà proprio costui ad attaccare la porta avversaria palla al piede, se invece la palla viene conquistata da un difensore, allora la scelta sarà quella di lanciare lungo e provare a servire in profondità uno dei giocatori offensivi che stanno attaccando lo spazio alle spalle della linea di difesa avversaria (anche se bisogna specificare che quest’ultima soluzione non crea molti pericoli alla squadra avversaria in quanto, essendo quasi sempre tutti molto bassi, i giocatori della Fiorentina raramente riescono ad arrivare su questi lanci lunghi). Lo smarcamento preventivo non viene sempre effettuato in quanto alla manovra difensiva partecipano spesso e volentieri tutti e dieci giocatori di movimento. Quando viene effettuato, a farlo è Chiesa che resta un po’ più avanzato e fuori quindi dai compiti difensivi.


FASE DI NON POSSESSO

Come detto in apertura di report, e come si evince anche dalla lavagna tattica che segue la Fiorentina di Beppe Iachini quando non è in possesso della sfera si schiera principalmente con il 5-3-2.

In questo schieramento, la prima cosa da sottolineare è la posizione dei due esterni di centrocampo che si portano praticamente in linea con i tre difensori centrali i quali a loro volta si sono avvicinati l’uno all’altro. Parallelamente, anche i centrocampisti interni si portano più vicini, con il mediano che resta leggermente più indietro rispetto ai compagni di reparto (va precisato comunque che quando la sfera arriva nei pressi dell’area di rigore, i due interni di centrocampo si abbassano ulteriormente portandosi così su un’unica linea con il mediano). Le due punte partecipano attivamente alla manovra difensiva, entrando nella propria metà campo e andando a fare una leggera pressione quando la sfera è sul lato del campo.

Nel piano difensivo viola è praticamente quasi sempre assente la pressione alta: gli uomini di Iachini infatti, lasciano giocare la sfera alla squadra avversaria fino a centrocampo o addirittura anche nei primi metri della metà campo offensiva. L’unico caso in cui un calciatore gigliato esce in marcatura è quando la palla si trova sul lato e/o nei pressi della linea laterale (ogni forma di pressione è infatti totalmente assente quando la sfera viaggia nella fascia centrale del campo): in questo caso, a fare ciò, sarà o come detto una delle due punte, o l’interno di centrocampo che opera in quel lato di campo o, se la sfera è nei pressi della trequarti difensiva, questo compito verrà assolto dall’esterno che si è abbassato. Lo scopo della difesa toscana pertanto appare piuttosto chiaro: aspettare la giocata avversaria posizionandosi in modo ordinato ed evitare che gli avversari sviluppino la loro manovra sulle corsie, direzionandoli quindi verso l’interno del rettangolo di gioco. Nonostante questo, dati alla mano, le squadre che hanno affrontato gli uomini di Iachini sono riuscite a mettere numerose volte il pallone in mezzo dalle fasce, soprattutto negli ultimi 20-35 minuti di gara quando la squadra gigliata tende a concedere molto più spazio proprio sulle corsie, probabilmente anche a causa della stanchezza che rende meno puntuale e precisa la pressione sul lato e/o il corretto posizionamento degli uomini che compongono la linea a cinque di difesa (tendono a stringersi moltissimo). Gli uomini della retroguardia toscana sono abbastanza bravi nel gioco aereo ma, se attaccati spesso con palle alte, tendono a pasticciare e a concedere qualcosa. Inoltre, uno dei punti deboli più evidenti della retroguardia viola, risulta quello che riguarda i tagli avversari che avvengono tra il difensore laterale e il quinto di centrocampo che si è abbassato: spesso infatti, lo spazio tra questi due uomini risulta molto ampio e quindi facilmente attaccabile da uno dei giocatori offensivi avversari che, se ben servito con una imbucata, può trovarsi praticamente a tu per tu con l’estremo difensore. Un’altra sbavatura la si registra quando l’esterno di centrocampo esce forte in marcatura: quando questo succede, il suo posto al lato dei difensori centrali viene preso dall’interno di centrocampo che agisce su quel lato del rettangolo da gioco ma questa “scalata” non avviene sempre coi tempi giusti, concedendo quindi dello spazio agli avversari. In situazione di vantaggio, oltre a stringersi ancora di più e arroccarsi in difesa, gli uomini di Iachini tendono ad essere ancora più ruvidi del solito nei contrasti, spezzando quindi spesso e volentieri il gioco sia per togliere ritmo agli avversari, sia per far passare il tempo e organizzarsi bene in difesa. Gli uomini del pacchetto arretrato difendono a zona anche se nella gara contro il Bologna, si è osservato come la squadra viola cercava di negare la ricezione alle due ali rossoblù (Orsolini e Soriano, nettamente i due giocatori con più qualità della squadra emiliana), mettendo fisso su di loro l’uomo che agiva nei loro paraggi. Quando l’azione si sviluppa nei pressi dell’area di rigore, non concedono agli avversari la zona di rifinitura in quando la linea dei difensori e quella dei centrocampisti si schiacciano molto. I raddoppi sono praticamente assenti. Alla manovra difensiva partecipano quasi sempre in undici uomini. Talvolta, magari quando la viola è in svantaggio, una delle due punte (Chiesa) resta un po’ più alta e quindi fuori dai compiti difensivi.



TRANSIZIONE NEGATIVA E COPERTURA/MARCATURA PREVENTIVA

Quando gli uomini di Iachini perdono il possesso della sfera, la scelta è, salvo rarissime eccezioni, quella di ripiegare e prepararsi ad arginare la sortita avversaria. In marcatura preventiva restano solitamente due difensori centrali ai quali però, va aggiunto talvolta anche il terzo che, come detto nella sezione FASE DI POSSESSO, non partecipa sempre alla manovra offensiva.

SWOT ANALYSIS

Punti di Forza: - Qualità individuali di Chiesa e Castrovilli;

- Calci piazzati sfruttati in modo ottimale; - Potenzialmente molto pericolosi in contropiede; - Discreta organizzazione e compattezza difensiva; - Buone abilità nel gioco aereo, possedute soprattutto dai difensori centrali; - Benassi sempre pericoloso coi suoi tiri dalla distanza e/o dal limite; - Quando vanno in vantaggio (o sono in situazione di pareggio contro una squadra sulla carta più forte) è complicato ribaltare la situazione in quanto si arroccano bene in difesa e spezzano spesso il gioco con contrasti duri e falli. Punti Deboli: - Poche alternative agli undici titolari, soprattutto in difesa e a centrocampo; - Pochissime idee in fase di finalizzazione; - Cercano di negare il cross/traversone ma non sempre ci riescono (soprattutto nell’ultima parte di gara) e vanno in difficoltà quando le palle alte messe in area sono numerose; - Pressione alta totalmente assente quindi gli avversari possono giocare tranquillamente la sfera fino a centrocampo; - Difficoltà nel contenere gli avversari quando spezzano la linea di difesa (soprattutto quando tagliano tra difensore centrale laterale ed esterno di centrocampo); - Scalata dell’interno di centrocampo al posto dell’esterno che esce in marcatura non sempre fatta coi tempi giusti; - Ritmo di gioco quasi sempre troppo basso. Opportunità: - Negare il gioco sulle corsie per costringerli a giocare nella zona centrale e/o con lanci lunghi alle spalle della difesa; - Sfruttare il tanto spazio concesso in fase di impostazione per schiacciarli nella propria metà campo per la maggior parte del tempo; - Attaccare la linea di difesa tagliando tra difensore centrale laterale e quinto di centrocampo; - Alzare il ritmo di gioco; - Sfruttare le corsie per mettere palloni in area soprattutto nell’ultima parte di gara quando concedono più spazio; - Cercare di andare in vantaggio subito per costringerli a venire fuori e “cambiare” in qualche modo il loro gameplan. Rischi: - Essere bucati su calcio piazzato o con un tiro dalla distanza; - Essere bucati dalle giocate individuali di Chiesa e/o Castrovilli; - Concedere loro troppo gioco sulle corsie e troppi cross/traversoni pericolosi; - Essere presi e beffati in contropiede;

- Subire il ritmo basso imposto e non riuscire a segnare/essere pericolosi in caso di svantaggio a causa della loro compattezza difensiva e del gioco molto spezzettato.


VALUTAZIONE FINALE E VOTO

Stagione molto deludente e difficile quella degli uomini del Presidente Commisso fino a questo punto: squadra quasi sempre nelle zone basse della classifica, un cambio di allenatore in corsa, poco gioco, tanti infortuni e una rosa rivoluzionata (o quasi) durante il mercato di gennaio.

Classifica alla mano, se alla ripresa i gigliati dovessero ingranare la marcia giusta (dovrebbe tornare a piena disposizione anche la stella Ribery), il sogno Europa League non è così impossibile da raggiungere (sono attualmente 9 le lunghezze di distanza dal sesto posto) ma, in caso contrario, Iachini e i suoi ragazzi devono fare molta attenzione a non finire immischiati nella lotta per non retrocedere (solo 5 punti di vantaggio sul Lecce 18esimo).


VOTO FINALE: 5



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