• Emilio

La parzialmente rinata Sampdoria di Ranieri


L’ Unione Calcio Sampdoria, ha iniziato la stagione 2019/20 affidando la guida tecnica della prima squadra ad Eusebio Di Francesco. I risultati ottenuti dall’ex allenatore della Roma però non sono stati positivi (in sette uscite stagionali, sono arrivate sei sconfitte e una sola vittoria che avevano relegato i blucerchiati sul fondo della graduatoria) e quindi, il Presidente Ferrero ha deciso di cambiare: via il tecnico nativo di Pescara e dentro l’allenatore che aveva sostituito proprio Di Francesco alla Roma sul finire della scorsa stagione, l’esperto Claudio Ranieri. Con il cambio in panchina, anche lo stile di gioco della Sampdoria è cambiato: l’ex allenatore del Leicester infatti, si è concentrato principalmente sulla fase difensiva, cercando quindi di limitare il numero di reti concesse agli avversari (erano state ben 16 quelle incassate da Di Francesco in sette gare): l’obiettivo, numeri alla mani, si può considerare parzialmente riuscito Se in fase difensiva è stata messa, in qualche modo, una pezza, in fase offensiva invece i problemi non sono stati del tutto risolti, con l’attacco blucerchiato che fa ancora discreta fatica a trovare la via del gol con continuità.

SISTEMA DI GIOCO

1. Base: La squadra blucerchiata, dopo l’arrivo in panchina di Claudio Ranieri, utilizza come sistema di gioco base preferito il 1-4-4-2. In porta, il titolare è da due stagioni l’italiano di origini indonesiane, Emil Audero, portiere classe ’97 scuola Juventus che garantisce una discreta sicurezza in quanto alterna (purtroppo troppo spesso) grandi interventi e salvataggi incredibili ad errori abbastanza grossolani. Il suo secondo è l’esperto Seculin, mentre come terzo portiere in rosa è a disposizione il classe ’95 Wladimiro Falcone. In difesa, sulla corsia destra il titolare attualmente è il polacco Bartosz Beresynski che, nel corso della stagione, si è più volte alternato con l’italiano Fabio Depaoli, in questo momento fuori per infortunio. Sul lato mancino invece, il titolare inamovibile è Nicola Murru. La coppia di difensori centrali è formata dal gambiano classe ’92 Omar Colley e da Alex Ferrari: l’ex difensore del Bologna però, qualche gara fa ha subito la rottura del legamento crociato e sarà indisponibile per tutto il resto della stagione. Pertanto, Claudio Ranieri ha lanciato nell’undici titolare, il giovane Julian Chabot che si dovrà giocare il posto da titolare con il neo-arrivato in casa sampdoriana, Lorenzo Tonelli. Completa il pacchetto arretrato, il terzino sinistro classe ’94, Tommaso Augello. A centrocampo, le carte a disposizione dell’ex allenatore di Leicester e Roma sono tante: attualmente, i titolari sulle corsie sono il polacco Karol Linetty sul lato destro e l’ex Udinese Jakub Jankto sul versante mancino, mentre nella zona centrale della linea mediana troviamo il giovane norvegese Morten Thorsby e l’altrettanto giovanissimo Ronaldo Vieira. Come detto però, le alternative non mancano: pronti a subentrare nel ruolo di centrocampista centrale infatti, ci sono il veterano svedese Ekdal, l’italiano Bertolacci e la bandiera blucerchiata Edgar Barreto, mentre sul versante destro si gioca una maglia da titolare anche Emiliano Rigoni (a dire il vero però, l’ex ala dello Zenit sembra ai margini del progetto e pronto a lasciare la squadra ligure). Inoltre, in rosa c’è a disposizione anche Gaston Ramirez, calciatore dalle doti prettamente offensive e pronto a dare il suo aiuto in zona avanzata. In avanti, la coppia titolare sembra ormai consolidata e collaudata: accanto al capitano blucerchiato Fabio Quagliarella infatti, prende stabilmente posto Manolo Gabbiadini, giocatore tornato ad indossare la casacca con la quale ha vissuto le stagioni più brillanti della sua carriera dopo le non fortunatissime esperienze al Napoli e al Southampton. Gli altri attaccanti a disposizione di Ranieri sono sono il nuovo acquisto del mercato invernale Antonino La Gumina e i due giovani Federico Bonazzoli e Lèris Mehdi. 2. In fase di possesso: Quando Quagliarella e compagni sono in possesso del pallone, il loro schieramento in campo varia in base alla posizione tenuta dai due terzini: se i due giocatori che agiscono sulle corsie restano bassi, allora il sistema è un 1-4/2-4 con la linea più avanzata composta dalle due punte e dai due esterni di centrocampo che si portano più avanti e nei pressi dei due vertici dell’area di rigore (questo sistema viene usato soprattutto quando la squadra avversaria è sulla carta più forte o quando gli uomini di Ranieri sono in vantaggio). Se invece uno dei terzini si sgancia e guadagna campo, lo schieramento che si va ad osservare è il 1-3/2-5 con il terzino avanzato che si affianca ai giocatori offensivi (il suo compito è sostanzialmente quello di mettere il pallone al centro). L’ultima variante osservata è il 1-3/3-4: in questo caso, uno dei terzini resta basso accanto ai due difensori centrali mentre l’altro avanza leggermente la sua posizione, prendendo posto accanto ai due interni di centrocampo. 3. In fase di non possesso: Il sistema di gioco adottato in questa fase invece, è sostanzialmente sempre lo stesso ed è quello base, 1-4-4-2 con tutti i giocatori, attaccanti compresi, schierati nella propria metà campo e attivi in fase difensiva.

FASE DI POSSESSO

La Sampdoria, dopo l'avvicendamento in panchina, ha cambiato radicalmente il suo modo di giocare e stare in campo: nelle prime sette partite di campionato infatti, quando in panchina sedeva ancora Eusebio di Francesco, la squadra ligure cercava la costruzione dal basso o comunque lo sviluppo della manovra in modo complesso. Da quando invece alla guida della prima squadra c’è Claudio Ranieri, i blucerchiati giocano un calcio molto più “semplice” ma sostanzialmente più efficace e decisamente più adatto alle caratteristiche possedute dai calciatori che compongono la rosa. I liguri, soprattutto contro squadre sulla carta più forti o contro compagini che attuano una pressione alta, onde evitare di perdere il possesso della sfera in una zona pericolosa del campo (questo potrebbe succedere anche abbastanza facilmente visto che i giocatori offensivi non hanno grandi doti di palleggio), e complice anche la mancanza di un regista puro in campo, preferiscono costruire le proprie azioni offensive principalmente in maniera diretta: pertanto, il portiere Audero raramente giocherà la palla sul corto, optando invece nella stragrande maggioranza dei casi per il lancio lungo in direzione delle due punte. Di conseguenza, la squadra blucerchiata va alla conquista della seconda palla che, una volta conquistata, viene immediatamente girata su una delle due corsie dove è pronto a riceverla, nella maggior parte dei casi, uno dei due esterni di centrocampo. Gli uomini di Ranieri quindi, cercano lo sviluppo della manovra su uno dei due versanti del terreno di gioco nel tentativo di arrivare a finalizzare l’azione nella loro maniera preferita, cioè con un cross in mezzo (sono rari i traversoni) effettuato dal terzino che accompagna la manovra. Ad attendere la sfera in area di rigore, come si può anche vedere nella lavagna tattica che segue, ci sono quattro uomini: le due punte che attaccano rispettivamente primo e secondo palo (Quagliarella tende ad andare più spesso verso quest’ultimo o anche a restare leggermente più indietro per tentare una giocata al volo) e i due esterni di centrocampo che occuperanno rispettivamente la zona nei pressi dei due vertici dell’area di rigore (ovviamente, se a mettere il pallone in mezzo è uno degli esterni, in area c’è un uomo in meno. Al limite dell’area, si posiziona uno dei due centrocampisti centrali. Il bersaglio principale dei cross è Quagliarella.

Nei grafici che seguono, sono riportati tutti i cross tentati dai blucerchiati nelle due partite analizzate: contro il Brescia (grafico a sinistra), i tentativi di mettere il pallone in area sono stati ben 27 (solo 12 di questi sono andati a buon fine) mentre contro la Lazio, nonostante il predominio territoriale, avuto per quasi tutta la partita, degli uomini di Simone Inzaghi, i liguri sono riusciti comunque ad andare al cross per 18 volte, risultando efficaci però solo in 2 occasioni. Come si può anche notare dai grafici che seguono, gli uomini di Ranieri non disdegnano l’effettuare i cross anche dalla trequarti (questo avviene soprattutto quando gli avversari coprono bene in ampiezza gli ultimi sedici metri di campo, costringendo quindi il terzino/esterno sampdoriano a giocare più indietro) e quindi non solo dal fondo.

Lo sviluppo su una delle corsie e la finalizzazione con un cross in mezzo, restano invariate anche nei pochi casi in cui la squadra di Ranieri decide di costruire dal basso la propria manovra. In questo caso, la sfera inizia il suo cammino girando principalmente tra i piedi dei quattro uomini che compongono la linea arretrata (può anche essere coinvolto qualcuno dei centrocampisti) per poi essere portata in avanti da uno dei due terzini con una sortita offensiva o con uno scambio rapido con l’esterno di centrocampo (di solito questa azione è fatta sulla corsia sinistra e vede la partecipazione di Murru e di Jankto) che, nell’occasione, tende a stringere verso il centro del campo per liberare spazio sulla corsia proprio al terzino (ovviamente, se invece il terzino decide di restare basso, l’esterno sarà a ridosso della linea laterale e da li giocherà la sfera). Bisogna precisare però che, sia il ritmo di gioco basso, sia la mancanza di uomini bravi a saltare l’avversario e/o a creare comunque una superiorità numerica, rende questo tipo di manovra abbastanza sterile e poco efficace, con il pallone che viene perso/regalato agli avversari nella maggior parte dei casi. Non a caso, se i liguri trovano chiuse entrambe le corsie (quando trovano chiuso su un lato vanno con palla a terra dall’altra parte) e non riescono a sfondare, giocano il pallone indietro e vanno al lancio lungo in avanti, oltre la linea di difesa avversaria e in direzione di una delle punte che attacca la profondità. Il lancio lungo alle spalle della difesa e che va alla ricerca di una delle punte che attaccano la profondità, risulta infatti essere la seconda modalità di finalizzazione preferita dalla squadra guidata dal tecnico ex Roma. Questo tipo di giocata, aumenta copiosamente quando la Sampdoria è in vantaggio (quindi blucerchiati molto più chiusi in difesa e avversari più avanzati e scoperti). Quando cercano questa azione, particolare attenzione va data a Gabbiadini che svaria moltissimo su tutto il fronte d’attacco e, pur non essendo dotato di una grandissima velocità di base, riesce comunque a prendere spesso il tempo agli avversari e quindi ad attaccare con efficacia la profondità. A proposito di lanci lunghi in avanti, torniamo un attimo a quelli effettuati da Audero e che portano i liguri alla ricerca della seconda palla: abbiamo detto che, quando Quagliarella e compagni riescono a controllare questo tipo di palla, tendono poi subito a scaricare la sfera su una delle corsie. L’alternativa a questa giocata però, esplorata soprattutto quando magari la seconda palla viene controllata sulla trequarti avversaria o nei pressi dell’area di rigore, è lo scambio veloce tra le due punte, con una di queste ultime che poi va al tiro dalla distanza. Lo stesso tiro dalla distanza che viene effettuato praticamente ogni volta che gli uomini di Ranieri si trovano a dover giocare la palla in zona avanzata e nella corsia centrale del campo (Gabbiadini è colui che tenta più volte la conclusione da fuori). Nel complesso comunque, bisogna precisare che la resa della manovra offensiva sampdoriana risulta poco efficace: i blucerchiati infatti, ad oggi risultano essere solamente il diciassettesimo attacco del campionato, con sole venti reti all’attivo (di cui cinque realizzate nella stessa gara contro il Brescia). Come già anticipato, quando la Sampdoria va in vantaggio, tende ad abbassare ulteriormente il proprio ritmo di gioco (di per sé già abbastanza basso): queste viene fatto ovviamente per difendere il risultato e cercare di “addormentare” la partita. In questo caso, la manovra offensiva è quasi esclusivamente limitata, come detto, ai lanci lunghi alle spalle della difesa, soprattutto quando quest’ultima è magari più alta o scoperta. Possiamo quindi dire che, in situazione di vantaggio, si limitano a fare una sorta di difesa & contropiede, lasciando sostanzialmente l’iniziativa e il pallino del gioco agli avversari per poi provare a farli male in contropiede. Se invece gli avversari, nonostante lo svantaggio, non fanno eccessiva pressione e/o gestiscono male il pallone, allora gli uomini di Ranieri tenteranno anche un minimo di giro-palla prima di andare al suddetto lancio lungo (con conseguente sviluppo sulla seconda palla o in profondità come detto sopra) o al tentativo di cross in mezzo nel caso in cui il possesso palla abbia portato i blucerchiati in una zona avanzata del campo. Così come confermato anche dal dato del possesso palla medio a partita (42.7%, peggio hanno fatto solo il Parma e il Brescia), la squadra di Ranieri tende a tenere molto poco il pallone tra i piedi. Il ritmo di gioco tenuto in fase di possesso dagli uomini del Presidente Ferrero è solitamente basso e, come detto, tende a scendere ancora di più quando i sono in vantaggio e in controllo della gara. Alla fase offensiva partecipano la maggior parte delle volte sette uomini, con i due difensori centrali e uno dei terzini che restano bassi e in marcatura preventiva.


TRANSIZIONE POSITIVA E SMARCAMENTO PREVENTIVO Quando i giocatori in maglia blucerchiata recuperano palla, a seconda della tipologia di avversario e del momento della partita, la scelta fatta risulta essere una delle seguenti: · Contropiede immediato con lancio lungo in avanti verso le punte, soprattutto quando sono in vantaggio (a prescindere dal tipo di avversario; ad esempio anche contro il Brescia una volta conquistato il vantaggio hanno optato per questa scelta lasciando il pallino del gioco agli avversari) e l’avversario è sbilanciato in avanti o quando giocano contro un avversario sulla carta più forte; · Consolidamento del possesso e ripartenza da dietro, quando giocano contro avversari più deboli o quando sono in svantaggio e l’altra squadra preferisce difendersi in modo ordinato e lasciare a loro la gestione della gara (cosa comunque molto rara e che probabilmente può avvenire solamente contro squadre che si trovano più in basso in classifica e sono in quel momento in vantaggio nel punteggio contro di loro [vedi gara contro Brescia]). Lo smarcamento preventivo viene effettuato sostanzialmente solo dalle due punte che però, partecipando quasi sempre alla manovra difensiva, risultando posizionate nella propria metà campo e/o a ridosso del cerchio di centrocampo, rendendo questa azione poco efficace.

FASE DI NON POSSESSO

Come già anticipato, il primo obiettivo fissato da Claudio Ranieri è stato quello di migliorare la resa difensiva: per fare ciò, il tecnico romano ha deciso di schierare, in fase di non possesso, la sua squadra con il 1-4-4-2 di base, sistema che prevede il coinvolgimento di tutti i giocatori in campo nella manovra difensiva. La lavagna tattica che segue, illustra le posizioni tenute dai blucerchiati quando il pallone è tra i piedi della squadra avversaria. Scendendo del dettaglio, si può osservare come gli attaccanti arretrino la loro posizione, andando a collocarsi nella propria metà campo a ridosso del cerchio di centrocampo: bisogna precisare comunque che le punte si limitano alla sola azione di disturbo in quanto non escono né in marcatura né vanno a chiudere particolari linee di passaggio agli avversari. I quattro uomini di centrocampo sono molto vicini e fanno densità in zona centrale: i due esterni però, come andremo a vedere tra qualche riga, non disdegnano l’uscita in marcatura verso il portatore nel caso in cui gli avversari facessero transitare la sfera su una delle due corsie. I componenti della linea difensiva sono schierati tutti sulla stessa linea (niente scaglionamento), con i terzini posizionati di base molto vicini ai difensori centrali ma anch’essi pronti ad uscire in avanti nel caso in cui l’esterno di centrocampo, che opera sul loro lato, decidesse di effettuare la sopracitata uscita in marcatura. La linea più arretrata risulta leggermente più alta rispetto alla posizione “classica” e questo rende gli uomini di Ranieri abbastanza vulnerabili sulle palle giocate in profondità e/o sopra la linea: questa difficoltà viene anche amplificata dal fatto che tutti i difensori blucerchiati fanno grande fatica nel fermare/contrastare gli inserimenti degli avversari che spezzano la linea e nella lettura delle palle alte (risultano infatti scarse le abilità nel gioco aereo). L’anello debole in queste particolari situazioni risulta essere Colley: il gambiano infatti, fa molta fatica, sia a contrastare di testa le palle alte in profondità, sia a difendere sui tagli effettuati alle sue spalle dagli avversari. Volendo essere ancora più precisi, le difficoltà a contenere i movimenti eseguiti dagli avversari tra i membri della linea di difesa, aumentano ulteriormente quando il lancio lungo proviene dal lato opposto a quello del taglio: in questo caso, risulta molto efficace attaccare la profondità attaccando lo spazio tra terzino e difensore centrale.

Le difficoltà appena citate e l’altezza della linea fanno si che, in caso di palla giocata correttamente in profondità, l’avversario riesca a trovarsi più volte in 1vs1 con Audero in quanto, con una azione del genere, si riesce spesso e volentieri ad eludere tutta la difesa ligure. Facciamo un passo indietro e andiamo ad approfondire le uscite in marcatura effettuate dagli esterni di centrocampo: i due quarti della linea mediana infatti, quando gli avversari provano a giocare e/o fare gioco sulle corsie nella propria metà campo o a ridosso del cerchio di centrocampo, escono forte in marcatura verso il portatore di palla avversario. Quando gli esterni effettuano questa giocata, contemporaneamente si spinge in avanti anche il terzino che agisce sullo stesso lato: quest’ultimo guadagna campo e va ad affiancarsi agli altri centrocampisti. Questa doppia uscita, rende sicuramente più difficile lo sviluppo sul lato della manovra offensiva avversaria, costringendo la squadra rivale a giocare in fascia centrale, ma ha anche un aspetto abbastanza negativo: la simultanea avanzata dei due uomini laterali infatti, libera tanto spazio alle spalle del terzino (parte di campo evidenziata in rosso nella seconda lavagna) e rende orfana di un elemento la linea difensiva che quindi, in caso di palla giocata dagli avversari proprio in quella zona del terreno di gioco, è costretta non solo a scappare indietro ma anche a scalare in massa e in modo rapido verso il lato scoperto, liberando così altri spazi in zona centrale e sul lato opposto.

Va precisato comunque che se questa azione difensiva funziona e gli avversari tornano indietro e/o giocano la sfera verso il centro del campo, sia il terzino che l’esterno di centrocampo rientrano rapidamente nelle loro posizioni di partenza, con quest’ultimo che stringe molto la sua posizione, avvicinandosi al centrale di centrocampo. Pertanto, una buona idea per coloro che affrontano la Sampdoria può essere proprio quella di “attirare” la doppia uscita sul lato e poi giocare rapidamente, con un lancio lungo, la sfera nella zona rimasta scoperta alle spalle del terzino preventivamente attaccata da uno degli uomini offensivi o da un centrocampista. Come magari si è già potuto intuire, nella strategia difensiva dei liguri è assente la pressione alta: fatta eccezione per le suddette uscite in marcatura infatti, gli uomini di Ranieri sostanzialmente preferiscono ripiegare e lasciar giocare il pallone all’altra squadra fino all’altezza del centrocampo, soprattutto quando gli avversari sono, sulla carta, molto più quotati o quando il punteggio è favorevole ai blucerchiati (in caso di vantaggio va precisato che anche le uscite in marcatura dell’esterno di centrocampo diventano meno numerose). Le linee di difesa e centrocampo risultano essere spesso distanti tra loro, pertanto gli avversari possono giocare in zona di rifinitura. La stessa distanza la si registra anche quando la sfera rotola nei pressi dell’area di rigore: in questa situazione infatti, la linea più arretrata tende a schiacciarsi molto verso la propria porta, andando a schierarsi all’altezza dell’area piccola mentre quella dei centrocampisti occupa lo spazio compreso tra il limite dell’area e il dischetto del rigore. Vista questa disposizione quindi, può essere una buona idea giocare il pallone, ad esempio con cross e/o traversoni, proprio nella porzione di campo contenuta tra le due linee. Quando la squadra del presidente Ferrero è in vantaggio, le maglie della difesa si stringono ancora di più, con tutta la squadra che si compatta ulteriormente nella propria metà campo (resta però comunque una distanza tangibile tra le due linee arretrate mentre gli attaccanti si abbassano ancora di più occupando la zona a ridosso della trequarti) e cerca in ogni modo di contrastare le sortite avversarie nel tentativo di difendere il risultato. Gli uomini del pacchetto arretrato difendono a zona, i raddoppi sono praticamente assenti. Alla manovra difensiva partecipano quasi sempre tutti gli uomini di movimento con le due punte che, come detto, più che difendere in senso stretto, vanno a fare azione di disturbo (neanche in maniera molto aggressiva) nei pressi del cerchio di centrocampo.

TRANSIZIONE NEGATIVA E COPERTURA/MARCATURA PREVENTIVA

Quando gli uomini di Ranieri perdono il possesso della sfera, la scelta è, salvo rarissime eccezioni (ad esempio quando la palla viene persa in zona offensiva e c’è possibilità di recuperarla con una immediata pressione portata dagli uomini più vicini al portatore di palla), quella di ripiegare e prepararsi ad arginare la sortita avversaria, sistemandosi in maniera ordinata in campo. In marcatura preventiva restano solitamente i due difensori centrali e uno dei terzini che non partecipa alla fase offensiva.

SWOT ANALYSIS

Punti di Forza: - Tutto sommato, al netto di qualche errore di troppo e delle qualità dei singoli, posseggono una discreta organizzazione in fase di non possesso; - Fabio Quagliarella risulta sempre pericoloso ed è in grado di andare in gol in diversi modi; - Quando vanno in vantaggio si chiudono ancora di più è può essere difficile per gli avversari riuscire a riacciuffare il risultato; - Buone abilità nell’andare in contropiede; - Tiri dalla distanza discretamente pericolosi. Punti Deboli: - Poche idee in fase offensiva e sostanzialmente una sola modalità di finalizzazione a disposizione; - Ritmo di gioco molto basso; - Poche qualità individuali soprattutto per quanto riguarda il pacchetto difensivo; - Il voler negare il gioco sul lato con la doppia uscita in marcatura può creare tantissime difficoltà nel caso in cui gli avversari riescono ad eludere questa giocata e mettere il pallone alle spalle del terzino; - Scarsa efficacia nel contrastare/leggere i lanci lunghi in profondità e i tagli degli avversari che spezzano la linea arretrata; - Se non riescono a sviluppare il gioco sul lato, non avendo uomini in grado di saltare con facilità l’uomo e /o inventare qualcosa, sono praticamente costretti a lanciare lungo in avanti; - Lasciano troppo il possesso del pallone agli avversari, permettendo anche loro di giocare indisturbati (o quasi) fino all’altezza del centrocampo. Opportunità: - Negare il controllo della seconda palla e lo sviluppo della manovra sulle corsie per costringerli a lanciare di nuovo lungo o giocare, con scarsi risultati, nella zona centrale del campo; - Sfruttare lo spazio che si libera alle spalle del terzino in seguito alla doppia uscita in marcatura; - Attaccare la profondità (sfruttando anche la loro linea di difesa leggermente alta) ed effettuare dei tagli che spezzano la linea di difesa; - Sfruttare la zona di rifinitura; - Provare ad alzare il ritmo di gioco; - Gestire al meglio il tanto possesso palla concesso schiacciandoli nella loro metà campo per gran parte della gara; Rischi: - Concedere loro troppi cross in mezzo, sia dal fondo che dalla trequarti; - Subire eccessivamente il ritmo basso da loro imposto; - Essere bucati da un tiro dalla distanza effettuato da Gabbiadini o da uno dei due esterni di centrocampo; - Andare in svantaggio e non riuscire poi a recuperare visto che stringono molto le maglie della difesa.

VALUTAZIONE FINALE E VOTO

Cambiare allenatore dopo poche giornate è stata una scelta coraggiosa nonché inusuale. Questo ha costretto la squadra del Presidente Ferrero a ridimensionare gli obiettivi prefissati ad inizio stagione e a dover lottare per restare nella massima categoria. L’arrivo di Ranieri ha sicuramente giovato ai blucerchiati che sono riusciti a staccarsi dalle ultime posizioni della graduatoria senza però uscire definitivamente dalla lotta salvezza nella quale risulta ancora impegnata. Anche sul piano del gioco, la squadra ligure risulta ancora molto incostante e di conseguenza, i risultati positivi stentano ad arrivare con continuità. Decisamente troppo poco per una squadra che partiva con ben altre ambizioni e che meriterebbe posizioni più alte in graduatoria. Stagione che quindi, al momento, si può considerare insufficiente.

VOTO FINALE: 5



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