• Alessandro Bergamaschi

Favola chiamata Atalanta!

La storia dell'Atalanta più che una storia è una favola secondo me. Avete presente a quelle favole d'amore? Ecco, io l'Atalanta di questi ultimi anni la reputo una storia d'amore, una specie di dichiarazione d'amore tra i giocatori e il club.

Io nato e cresciuto a Bergamo, la mia fede calcistica mi porta fuori Bergamo ma il mio cuore è a Bergamo, ha fondato le radici in città,

Città alta è diventata quasi una seconda casa,

il Gewiss è diventato un punto di rottura tra l'impossibile e l'astratto diventato concreto,

Bergamo è ormai entrato nel mio cuore.

Il weekend di partite in casa ho posto fisso in Parterre, ogni volta che ritorno su quel seggiolino sembra di ritornare bambino,

quel bambino che chiedeva al papà di portarlo allo stadio,

quel bambino che si emozionava a vedere i giocatori in campo,

quel bambino che sognava di calcare quel campo,

quel bambino che sognava di ringraziare la Nord,

ormai ho vent'anni, il mondo mi ha portato a girare con la racchetta in mano, ma Bergamo rimane dentro di me in maniera ossessiva.

L'Atalanta in questi ultimi anni mi ha reso orgoglioso di essere bergamasco, o sei di Bergamo o non puoi capire cosa è veramente la Dea in città.

Vogliamo parlare di tutte le persone che davano l'Atalanta per spacciata in Champions? Beh, si sa la gente parla tanto, ma deve ricordarsi che il calcio è bello per questo, perché in ogni momento le cose possono cambiare strada, e così è stato. La corsa agli Ottavi di finale si è decisa al Fotofinish, ma il calcio lo adoro per questo.


L'esercito guidato da Gasperini capitanato da un ragazzo alto 1.65m chiamato Papu Gomez sta dimostrando di saper giocare a calcio in maniera meravigliosa. Poche squadre riescono a esprimere un calcio come quello della Dea.

Bergamo e l'Atalanta sono diventata una cosa sola, si vedono in città i giocatori alla richiesta di una foto non si sono mai tirati indietro, ormai siamo tutti fratelli, condividiamo la stessa passione, è forse un modo per ringraziare quei tifosi che ogni domenica ovunque va la Dea sono pronti a inseguirla sugli spalti,

a spingerla al trionfo,

a esultare alle vittorie,

a consolarli alle sconfitte.

Mai una parola fuori posto per i giocatori, i ragazzi di Mr. Gasperini si vede danno tutto loro stessi per la maglia. Vedere i tifosi piangere per una vittoria è una gioia immensa, vedere sui seggiolini della Curva Nord tifosi di ogni genere e soprattutto di ogni età è una cosa che mi rende orgoglioso della mia Bergamo.

Allo stadio si è tutti fratelli, si è lì per un unico scopo: seguire e tifare la propria squadra.


Ricordo ancora la mia prima volta allo stadio, era ancora Stadio Atleti azzurri d'Italia, ricordo era un Atalanta-Lazio, l'emozione di vedere per la prima volta il terreno di gioco che ho sempre visto in tv era una gioia immensa,

pioveva a dirotto, ma non importa, l'emozione aveva la meglio sulla pioggia che veniva giù,

il primo panino alla salamella non si scorda mai.

Se vai allo stadio ti innamori, diventa un amore platonico, diventa parte integrante del tuo essere. Qualunque sia la tua fede calcistica devi apprezzare e ammirare il calcio avversario, se un avversario merita la vittoria bisogna dirgli bravo, se l'avversario fa un gol bello bisogna applaudirlo, l'umiltà e l'onestà supera ogni barriera che il calcio ti mette di fronte.

Una cosa consiglio a tutti, andare a vedere una partita dell'Atalanta allo Stadio Gewiss di Bergamo. Ma prima consiglio di andare a farsi una foto magari insieme alla dolce metà sulle mure di Città Alta, andare a mangiare un piatto di Casoncelli, girarsi Bergamo in largo e in lungo e qualche ora prima della partita andare allo Stadio ad aspettare la squadra a cominciare ad incitarla fuori. Entrare, viversi in Pre partita, la partita e il Post partita il tutto seguendo le orme lasciata dall'Atalanta sul campo e nell'aria.


L'Atalanta ti fa amare il calcio, Bergamo ti dà la possibilità di tutto questo!


"Lettera di un abitante di Bergamo"




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